Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno, il grande rito di chiusura dell’anno vecchio, questo durissimo 2013, e dell’inizio di quello nuovo, questo tanto atteso 2014, è stato celebrato.

Bene, e adesso ?

Adesso il tempo, già molto risicato per chi non ha iniziato in qualche modo a reagire nell’anno appena concluso, sta davvero cominciando a scarseggiare pericolosamente. Già, perchè si sta esaurendo rapidamente il tempo per piangersi addosso, per trovare sempre in qualcun altro il capro espiatorio a tutti i nostri problemi,  si sta esaurendo sempre più velocemente il tempo per gli alibi personali e per gli alibi collettivi.

In molti hanno usato il 2013 come un anno di protesta, di denuncia e di rabbia. Come sempre c’è chi vive questi stati d’animo platealmente, urlando il proprio disagio e proponendo soluzioni drastiche tra cui  prevale quasi sempre la strada della fuga e dell’abbandono. E c’è chi invece, nel silenzio e nel segreto dei propri pensieri, cerca di ricordare, cercare di riannodare i fili della propria storia, sforzandosi di capire, di cercare di dare una risposta alla madre di tutte le domande: ma questo disastro, come è potuto accadere ?

Per gli uni e per gli altri, i plateali e i silenziosi, di tempo non ce n’è quasi più. Anzi, la tendenza della società e dell’economia a rimandare in avanti i problemi, a creare qualsiasi tipo di debito pur di non rinunciare all’ipertrofia, a spalmare su tutti, anche su chi ancora deve nascere, i danni e la polvere messa sotto il tappeto da chi è venuto prima, dà un po’ a tutti la sinistra sensazione di una impotenza che si vive sia a livello individuale che sociale, l’idea di un sistema che sta arrivando alla paralisi definitiva, come l’ultimo giro di ruota di una locomotiva cigolante che sta per fermarsi.  

Noi di Assoretipmi, già a partire dal 2012 e con sempre maggiore intensità nel 2013, abbiamo invece deciso di uscire allo scoperto e di rompere gli schemi (e forse, a qualcuno, non solo quelli) sia della rabbia urlata, inconsistente e fine a sé stessa, sia della paralisi imminente e dell’impotenza immanente.

Alla logica dell’impotenza e della rabbia, della protesta vissuta per lo più a livello individuale, abbiamo cercato di contrapporre, talvolta sì anche noi urlando, la forza della Rete, intesa come aggregazione virtuosa di uomini e mezzi. Abbiamo semplicemente usato un mix di buona volontà e buon senso, senza inventarci nulla di molto diverso dalla vecchia logica de “l’unione fa la forza”. Abbiamo cercato di capire da subito, accorgendoci che il tempo sarebbe come sempre volato, quali risorse, oltre a quelle finanziarie, esistono nella società. Ed è stato semplice orientarci su quel capitale che nessuna crisi potrà mai spazzare via completamente: il capitale umano, fatto di valori, di storie, di esperienze, di idee.

Nessuno creda di essere così speciale da non avere, dentro di sé, questa ricchezza e questo capitale. Anche per chi non ha avuto la fortuna di accumulare un percorso di molte esperienze di vita e professionali, dentro ognuno di noi c’è comunque un capitale ed un potenziale immenso di forza e di idee, e la proliferazione di tante startup soprattutto di giovani ne è la prova più evidente. Semplicemente il tutto deve essere razionalizzato, deve trovare un ambito e un luogo dove potersi strutturare, dove avere il tempo e il modo di manifestarsi e di decantare, di pianificare quali risorse occorrono ad una idea per trasformarsi in progetto concreto, e ad un progetto per trasformarsi in realtà operativa a tutti gli effetti.

Ed è questa, in estrema sintesi, l’unica semplice missione di Assoretipmi, poter offrire a tutti quelli che vogliono reagire attraverso l’unione e l’alleanza con altri, quella cassetta degli attrezzi dove poter trovare, di volta in volta, lo strumento o il complesso di strumenti necessari a realizzare le proprie idee. E il bello è che ci stiamo riuscendo davvero e che oggi, dai 250 che eravamo a fine 2012, ci ritroviamo a inaugurare il 2014 con 700 associati (698, per gli amanti della precisione). Ma al di là dei numeri stiamo soprattutto dimostrando a tutti, nonostante la nostra ancora giovane storia associativa, che non esiste nulla di impossibile per chi crede fermamente nelle proprie idee e nella possibilità di realizzarle, anche partendo da zero, così come è successo a noi, senza mezzi e senza risorse se non quelle che si diceva prima, la propria ricchezza interiore, il proprio patrimonio di valori personali e sociali e la forza e la convinzione delle proprie idee.

Quindi vorrei salutare tutti, i nostri 700 associati,  gli oltre 14.000 membri dei nostri gruppi RETI e anche quelli che si ritrovano qui a leggerci per la prima volta, augurando a tutti di smettere di piangersi addosso e di trovare, dentro di sé, la propria forza e la propria ricchezza interiore, trasformandole in un capitale umano funzionante e operativo, e soprattutto di tirarsi rapidamente su le maniche senza lasciare che un altro anno passi senza aver deciso nulla per reagire alla propria situazione e ai propri problemi. Ma soprattutto vorrei augurare a tutti noi di Assoretipmi (pescando l’augurio nella nostra ormai mitica discussione sui PENSIERI CHE CAMBIANO IL MONDO) che “chi dice che è impossibile non disturbi ulteriormente chi, come noi, ce la sta facendo”.

BUON 2014 A TUTTI.

 

Eugenio Ferrari, presidente Assoretipmi

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